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Conegliano Valdobbiadene DOCG: candidatura a “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”

15-11-2016

Lo scorso 27 Settembre 2016, presso il palazzo della Regione Veneto, il governatore Luca Zaia ha firmato il protocollo che da il via libera ufficiale alla candidatura della denominazione Conegliano Valdobbiadene a “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”.

Si tratta di un passo essenziale che si configura nell’intesa tra 28 comuni delle “Terre Alte” della Marca Trevigiana e si traduce in un’insieme di regole e norme urbanistiche condivise, volte alla difesa e alla tutela del nostro territorio.

Questo atto formale è il prodromo alla valutazione da parte degli esperti del comitato UNESCO di Parigi che dovrà decidere circa l’assegnazione dell’ambito riconoscimento nel corso del 2017.

Ora “abbiamo bisogno di un gioco di squadra compatto e unitario” – ha affermato il governatore – perché “ci sono tutte le carte in regola per entrare nella tentative list UNESCO, a patto che tutti ci credano […]”. E ancora “non stiamo candidando un vino, ma il paesaggio […] ” ovvero il terroir di Conegliano Valdobbiadene con i suoi rilievi collinari coperti da distese ordinate di vigneti di Glera, mix di tradizione e cultura, testimonianza di sudore e dedizione al lavoro, umanità e rapporto tra le genti.

Il progetto di Emporio Superiore si inserisce perfettamente in questo mosaico fatto da diversi attori su vari livelli. Approviamo le parole del governatore e riteniamo che sia doveroso operare come una squadra unita, indirizzando ogni sforzo al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ciò non vuol dire escludere le “altre campane”, coloro i quali pongono degli interrogativi sulla sostenibilità e l’impatto ambientale dei processi, significa invece prendere in esame istanze diverse, purché in buona fede, capirle, interpretarle ed arrivare a convergere su posizioni comuni che compenetrino gli interessi della collettività tutta.  

Sia ben chiaro che la candidatura UNESCO può costituire un fattore di sviluppo non solo per quanto riguarda la denominazione Conegliano Valdobbiadene, ma  per la regione Veneto nel suo complesso, portando benefici anche laddove la crisi economica degli ultimi anni ha lacerato quel tessuto economico e sociale che storicamente aveva affondato le sue radici nell’industria della piccola, se non piccolissima impresa.

Promuovere il territorio di una tipicità unica ed inimitabile qual è il Superiore di Conegliano Valdobbiadene costituisce quindi un volano dal valore inestimabile, non solo per la filiera produttiva di questo spumante DOCG, bensì per tutti i settori economici, anche i più distanti per riparto merceologico.

Non è atto di ruffianeria accodarci alle posizioni di Zaia, qualora in futuro fossimo in disaccordo su alcune questioni con lui o con altri soggetti non mancheremmo di evidenziarlo in questa sezione news. Ci sembra però palese un fatto: se non rinunceremo ad un po’ del nostro individualismo per favorire l’interesse di molti perderemo una grande occasione.

Speriamo che sia la volta buona!

 

Jean Michel De Bortoli

 

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Conegliano Valdobbiadene DOCG: candidatura a “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”

15-11-2016

Lo scorso 27 Settembre 2016, presso il palazzo della Regione Veneto, il governatore Luca Zaia ha firmato il protocollo che da il via libera ufficiale alla candidatura della denominazione Conegliano Valdobbiadene a “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”.

Si tratta di un passo essenziale che si configura nell’intesa tra 28 comuni delle “Terre Alte” della Marca Trevigiana e si traduce in un’insieme di regole e norme urbanistiche condivise, volte alla difesa e alla tutela del nostro territorio.

Questo atto formale è il prodromo alla valutazione da parte degli esperti del comitato UNESCO di Parigi che dovrà decidere circa l’assegnazione dell’ambito riconoscimento nel corso del 2017.

Ora “abbiamo bisogno di un gioco di squadra compatto e unitario” – ha affermato il governatore – perché “ci sono tutte le carte in regola per entrare nella tentative list UNESCO, a patto che tutti ci credano […]”. E ancora “non stiamo candidando un vino, ma il paesaggio […] ” ovvero il terroir di Conegliano Valdobbiadene con i suoi rilievi collinari coperti da distese ordinate di vigneti di Glera, mix di tradizione e cultura, testimonianza di sudore e dedizione al lavoro, umanità e rapporto tra le genti.

Il progetto di Emporio Superiore si inserisce perfettamente in questo mosaico fatto da diversi attori su vari livelli. Approviamo le parole del governatore e riteniamo che sia doveroso operare come una squadra unita, indirizzando ogni sforzo al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ciò non vuol dire escludere le “altre campane”, coloro i quali pongono degli interrogativi sulla sostenibilità e l’impatto ambientale dei processi, significa invece prendere in esame istanze diverse, purché in buona fede, capirle, interpretarle ed arrivare a convergere su posizioni comuni che compenetrino gli interessi della collettività tutta.  

Sia ben chiaro che la candidatura UNESCO può costituire un fattore di sviluppo non solo per quanto riguarda la denominazione Conegliano Valdobbiadene, ma  per la regione Veneto nel suo complesso, portando benefici anche laddove la crisi economica degli ultimi anni ha lacerato quel tessuto economico e sociale che storicamente aveva affondato le sue radici nell’industria della piccola, se non piccolissima impresa.

Promuovere il territorio di una tipicità unica ed inimitabile qual è il Superiore di Conegliano Valdobbiadene costituisce quindi un volano dal valore inestimabile, non solo per la filiera produttiva di questo spumante DOCG, bensì per tutti i settori economici, anche i più distanti per riparto merceologico.

Non è atto di ruffianeria accodarci alle posizioni di Zaia, qualora in futuro fossimo in disaccordo su alcune questioni con lui o con altri soggetti non mancheremmo di evidenziarlo in questa sezione news. Ci sembra però palese un fatto: se non rinunceremo ad un po’ del nostro individualismo per favorire l’interesse di molti perderemo una grande occasione.

Speriamo che sia la volta buona!

 

Jean Michel De Bortoli